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POLITICA
29 giugno 2008, in Giovanni Salvo
Impronte digitali: tu si, tu no, tu forse
Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni ha disposto che vengano schedati e identificati tutti i ROM attraverso le impronte digitali cominciando dalle città di Milano, Roma e Napoli.

Di per sè il fatto di voler identificare i ROM la ritengo un iniziativa sacrosanta, chiunque stia in Italia deve essere identificato e identificabile. Quello che fa sorgere qualche dubbio è il metodo: schedare le impronte digitali solo dei ROM. In Italia le impronte digitali vengono prese se si commette un reato e si va in galera, in questo modo se si commette un altro reato si hanno gia archiviate le impronte per riconoscerlo.

Per i ROM in questo caso no, li si scheda a prescindere, come se si sapesse gia in anticipo che tanto prima o poi un reato lo commettono, tanto vale schedarli a priori. Talmente a priori che il ministro ha disposto che vengano prese le impronte anche ai bambini così ci si porta avanti con il lavoro per il futuro. Non ci si può certo accontentare di prendere le generalità e fargli una fototessera come tutti gli italiani che fanno la carta d'identità a 15 anni... Loro sono speciali. Anzi noi siamo speciali.

Le impronte vanno prese solo ai ROM. Negli Stati Uniti ti prendono le impronte anche se ci vai per una vacanza, indipendentemente se sei italiano, francese, russo o rumeno. Da noi no. Qualcuno propone di prenderle a tutti, compresi gli italiani, perchè siamo tutti uguali, ma non si può mica pensare di prendere veramente le impronte a tutti gli italiani. Sarebbe un offesa grave per l'orgoglio italico... Gli italiani mica rubano. L'italiano non entra nelle ville per ripulirle, rischierebbe di lasciare le impronte che gli hanno schedato per frode fiscali. L'italiano se ruba lo fa allo Stato, cioè a tutti gli italiani. Mica si può accontentare di rapinarne uno solo, sarebbe ingiusto, o tutti o nessuno. Il principio democratico degli evasori fiscali.

Poi ovviamente ci sono quelli che invece di rubare a tutti gli italiani si accontentano di reati come corruzione, abuso di potere, concussione, frode amministrative, truffe finanziarie. Tutti reati che comunque non richiedono il riconoscimento delle impronte. Gli italiani delinquono intelligentemene, senza usare le impronte digitali...
POLITICA
28 giugno 2008, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: Salva-premier e Lodo Schifani-Bis
Come gia ho fatto qualche settimana fa in occasione del così detto "caso-Travaglio", pubblico un articolo di un giornale estero che parla delle notizie di casa nostra. Questa volta tocca al Financial Times e l'argomento trattato sono l'emendamento salva-premier e il lodo schifani-bis, i due provvedimenti che più stanno a cuore in questo momento al nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per cercare di salvarsi dall'incombente sentenza del processo Mills in cui è accusato di corruzione in atti giudiziari. Di sicuro sapere che all'estero discutono sul fatto che, il nostro, è l'unico Primo Ministro d'Europa che rischia una condanna per corruzione non è cosa che ci riempie di orgoglio però in certi casi all'estero conoscono ed esaminano meglio di noi i fatti italici ed è positivo poter sentire i commenti esterni riguardo alle nostre vicende.

Di seguito l'articolo pubblicato il 26 giugno scorso:


Oh no, non ancora
.

Ancora una volta il focus di Berlusconi è sé stesso e non gli italiani.
"Silvio Berlusconi è in carica in Italia da 50 giorni. Guardare il suo nuovo governo in azione è un po’ come mettersi a sedere per guardare un cattivo vecchio film ancora una volta. Quando il leader di Forza Italia governò l’Italia dal 2001 al 2006, spese troppo tempo a legiferare per proteggere sé stesso dai procedimenti giudiziari e troppo poco per riformare l’economia italiana. E’ presto per dare giudizi definitivi, naturalmente. Ma l’ultima prova di governo di Berlusconi assomiglia già a un altro film dell’orrore.
Ancora una volta, il settantunenne primo ministro sta spendendo molta della sua energia politica per fare leggi che lo proteggano dai pubblici ministeri italiani. Vuole fare approvare una legge che sospenderebbe per un anno molti processi per i quali è prevista una condanna inferiore ai 10 anni. Se la legge sarà approvata verrà affondato il processo previsto per l’inizio del mese prossimo nel quale Berlusconi è accusato di aver pagato 600.000 dollari al suo avvocato inglese, David Mills. L’opposizione ha soprannominato la legge: “salva premier”.
Berlusconi non si ferma qui.
Sta anche cercando di introdurre una legge che garantirebbe l’immunità dai processi alle principali cariche dello Stato, inclusa la sua. Una tale legge sarebbe impensabile nella maggior parte degli Stati occidentali ed è stata giudicata incostituzionale dalla Corte costituzionale quando Berlusconi cercò di introdurla nel 2004. Ora che è ritornato, Berlusconi ci prova un'altra volta.
Tutto questo sarebbe di modesto interesse se Berlusconi spendesse la stessa quantità di energia per riformare la declinante economia italiana. Ma anche qui le paure stanno crescendo. L’ultima volta che ebbe il potere, uno de peggiori errori di Berlusconi fu di lasciare fuori controllo il deficit italiano e la spirale dei debiti. Ci si interroga se stiamo per rivedere la stessa situazione.
Il governo Berlusconi ha introdotto una previsione finanziaria con una crescita del deficit pubblico dall’1,9% del prodotto interno lordo del 2007 al 2,5% del 2008. La crescita può essere giustificata dalla bassa crescita economica; ma non si sono ancora segnali che questo governo stia mantenendo una stretta presa sulla spesa pubblica.
Per la salute dell’Italia, le cose devono migliorare da qui. Il Paese ha una delle crescite più basse nell’area dell’euro. C’è bisogno di un governo serio e responsabile per invertire il processo economico. Ieri Berlusconi ha detto che i pubblici ministeri italiani lo hanno costretto a un “Calvario” senza fine. Ma l’unico “Calvario” sofferto in questa storia è quello sopportato dall’Italia, che ha bisogno di una drammatica inversione di tendenza delle sue fortune politiche ed economiche.
"

La traduzione dell'articolo è riportata dal blog di Beppe Grillo.

- L'articolo in lingua originale
SOCIETA'
22 giugno 2008, in Giovanni Salvo
Sana informazione almeno per chi muore
Il tema dell'informazione in Italia è un tema importantissimo e che purtroppo viene sottovalutato da molti. La libera informazione diminuisce sempre di più nel nostro Paese ma si cerca di far credere che sia un argomento secondario e che non interessa agli italiani.

Pubblico una lettera aperta di Pierfelice Zazzera, un compagno di partito di Peppino Basile (nella foto a sinistra) consigliere comunale dell'Italia dei Valori al comune di Ugento e consigliere provinciale a Lecce, che è stato assassinato durante la notte tra il 15 e il 16 giugno scorsi.


"Cari amici,
in un sistema davvero democratico il ruolo della stampa rappresenta la garanzia per i cittadini di controllo sul potere giudiziario e su quello esecutivo. Perché questo ruolo si possa esprimere appieno, la stampa deve essere autonoma e indipendente.

Nel caso dell’omicidio del nostro amico Peppino Basile la stampa non sta cercando la verità, ma sta riportando una delle verità: la più conveniente, la meno scabrosa, la più comoda.

La stampa, la quasi totalità, di fronte all’omicidio di un rappresentante delle istituzioni come Basile piuttosto che indignarsi ha preferito scavare nel gossip dei debiti, delle femmine facili di Peppino solo e separato, arrivando persino ad infangarne la dignità di uomo con la notizia di frequentare le minorenni.

Il Messaggero, che ci riserviamo di querelare, riportava così il 19 giugno scorso: “sembra discretamente chiaro – anche se la realtà è sempre fatta per smentirci – che Basile sia stato vittima di una vendetta personale, che bisogna dragare fra le sue notti di conquistatore impenitente per scoprire la verità, fra minorenni straniere e mature scuci-soldi di provincia”.

Insomma come nel caso degli omicidio di Renata Fonte, di Peppino Impastato o di Mauro Rostagno la stampa ha preferito soffermarsi alla vita privata.

L’omicidio di Renata Fonte inizialmente considerato il gesto di un folle si scoprì essere l’intreccio perverso tra affari, politica e criminalità organizzata. Peppino Impastato fu ucciso dalla mafia con l’esplosivo, in realtà per mesi la stampa definì Impastato un terrorista. Mauro Rostagno fondatore della comunità Samman fu assassinato dalla mafia perché ostacolava gli interessi sul traffico di stupefacenti, in realtà fu dipinto come un pericoloso trafficante di droga.

Per Peppino Basile rivediamo lo stesso film. La stampa insieme al sindaco di Ugento vogliono fare passare l’idea che l’omicidio di Peppino sia da cercare nel vizio delle femmine, tra i debiti di gioco o nella migliore delle ipotesi per la pazzia del consigliere provinciale.

Eppure Peppino è stato minacciato di morte direttamente dai muri della sua città e nessuno delle istituzioni ha pensato di cancellarle quelle scritte infamanti, mentre i vigili hanno provveduto con solerzia a rimuovere un innocente striscione che Peppino durante l’ultima campagna elettorale aveva appeso al suo comitato.

Questa azione denigratoria nei confronti di Peppino continua ormai imperterrita da giorni nonostante sia trascorsa una settimana dal delitto e il colpevole sia ancora libero e impunito.

Pierfelice Zazzera "
POLITICA
17 giugno 2008, in Giovanni Salvo
Finalmente opposizione
Ci speravano in tanti, ci credevano in pochi. Se Berlusconi fosse cambiato o meno non si era ancora scoperto del tutto, certo gia aveva dato qualche segnale ad inizio legislatura ma nessuno gli credeva; adesso passa ai fatti e finalmente si fa opposizione. La maggioranza prima presenta un disegno di legge liberticida e democraticida sulle intercettazioni poi torna a usare le leggi ad uso e consumo personale per i suoi processi.

Il piano è chiaro, bloccare i suoi processi per un anno come prevede il decreto sicurezza con l'emendamento che blocca i processi in fase di indagine precedenti al 30 giugno 2002, tra cui ovviamente il suo: il processo Mills, in modo da avere il tempo di varare il lodo schifani bis, cioè la legge che dovrebbe permettere l'immunità processuale alle 5 più alte cariche dello Stato, quindi anche a lui. Legge che è gia stata ritenuta incostituzionale dalla Corte Costituzionale nella precedente "legislatura Berlusconi" visto che la legge è uguale per tutti, anche per il Premier.

Il cavaliere ha gia annunciato che il lodo schifani bis si farà, non si capisce bene come vista la precedente bocciatura della Corte Costituzionale ma lui ci vuole provare lo stesso. D'altra parte ne ha bisogno sennò viene condannato.

La novità però viene finalmente dall'opposizione che finalmente fa il suo lavoro senza troppi buonismi. La cosa pare talmente strana che anche Calderoli si sorprende dicendo: "Davvero non capisco tutta questa alzata di scudi da parte dell'opposizione", ormai non eravamo più abituati ma se l'appetito vien mangiando le cose dovrebbero solo migliorare. Ottima l'idea di dichiararsi "tutti Nicoletta Gandus" che è il giudice che presiede il processo Mills e i volantini con scritto "impunità per il premier, tolleranza zero per gli altri", anche se forse andrebbe corretto visto che con la legge sulle intercettazioni sta facendo un grande favore ai delinquenti che commettono reati sotto i 10 anni quindi non è poi così tolleranza zero, bisognerebbe dirlo questo agli italiani. Come bisognerebbe dire agli italiani che quella legge prevede pure che non si possa più scrivere sulle indagini fino all'inizio del processo, giusto per dimostrare che, secondo Berlusconi, i cittadini non devono mai sapere niente! In più se nessuno sa niente sul processo è più facile corrompere il giudice e far credere a tutti che la sentenza sia giusta.

Il fatto che anche il PD faccia una forte opposizione cambiando rotta rispetto all'ultima legislatura di centro-destra dimostra che i parlamentari del PD adesso abbiano gli attributi anche per fare quello che la scorsa volta non si fece e di questo va dato atto a Veltroni che evidentemente ha scelto persone più intransigenti sui valori della democrazia ed è diventato più intransigente anche lui. Va dato atto anche ad Antonio Di Pietro che aveva ragione quando diceva che il Berlusconi cambiato era una farsa e c'è da rimpiangere che Di Pietro sfortunatamente non era in parlamento in quei 5 anni di governo-vergogna, magari si riusciva a evitare qualcuna delle porcate fatte. Adesso non ci resta che sperare di riuscire a impedire questi nuovi provvedimenti vergognosi di cui qualcuno si era sbadatamente dimenticato.
POLITICA
16 giugno 2008, in Giovanni Salvo
A chi fanno paura le intercettazioni?
Il governo ha varato il disegno di legge sulle intercettazioni che ha gia sollevato numerose polemiche e accesi dibattiti.

Cominciamo dal problema, le intercettazioni. Perchè le intercettazioni sono un problema? Qualcuno risponderà: la privacy. Ma le forze dell'ordine e la magistratura è pensabile che si divertano ad intercettare tutta Italia indiscriminatamente giusto per farsi i fatti nostri? Non credo proprio anche perchè sennò non verrebbero autorizzate, le intercettazioni si usano in caso di reati . A questo punto la domanda è: la privacy di chi commette reati è giusto difenderla? A mio avviso no, se uno commette reati è giusto che sia pedinato, intercettato e scoperto e poi possibilmente vada pure in carcere (cosa che ormai non va più tanto di moda in Italia grazie alle fallimentari riforme della giustizia degli ultimi 15 anni).

La privacy dei comuni cittadini è messa a rischio come vorrebbe far credere Berlusconi che da sempre si batte contro le intercettazioni? Secondo me no, se io non faccio reati non mi verranno ad intercettare per cui non mi preoccupa e anche se mi intercettassero non mi darebbe poi così fastidio che un carabiniere possa sentirmi mentre parlo con un amico. Non ho niente da nascondere.

Il problema sorge nel caso in cui le intercettazioni colgano persone che non commettono reati e che le intercettazioni vengano rese pubbliche, li c'è il vero problema di tutela della privacy e su questo la legge sulla privacy stabilisce gia che la privatezza dei cittadini deve essere tutelata salvo motivi di giustizia. Il ddl va in questa direzione? Assolutamente no, infatti il progetto si preoccupa più di limitare i reati intercettabili definendo una soglia che prevede l'utilizzo delle intercettazioni solo per i reati con pena superiore a 10anni. E gli altri? Sono reati pure gli altri, e se sono reati perchè non vanno intercettati? La privacy? Ma sono dei fuori legge vanno perseguiti non tutelati. Si dirà che serve a limitare le intercettazioni perchè il costo è elevato, ma allora bastava eliminare tra gli intercettabili i reati meno gravi, se si voleva usare una soglia si poteva usare la soglia dei 3 anni di pena non certo 10 che rende immuni da intercettazione reati come: falso in bilancio , reati societari , evasione fiscale, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode. Guarda caso quelli più di moda tra i parlamentari e i loro amici. In più non sono più intercettabili nemmeno i reati di usura, sequesto di persona (quando non è aggravato da estorsione), contrabbando, sfruttamento della prostituzione, calunnia, ricettazione, latitanza. E' rimasto poco o niente, quasi quasi le eliminavamo del tutto ed erano più contenti.
Per gli amanti del calcio basta dire che se questa legge fosse stata in vigore prima di calciopoli non sarebbe stato possibile intercettare Luciano Moggi.

Non mi vengano a dire che il problema è che costano troppo perchè se vogliono possono obbligare i gestori telefoni a fornire la possibilità di intercettare gratuitamente visto che le società telefoniche hanno in concessione le linee telefoniche quindi se si vuole risparmiare si può intervenire su questo e non vietando le intercettazioni.

Per di più il disegno di legge prevede che non si possa pubblicare notizie, e questo non ce lo dice nessuno, fino all'inizio del processo, cioè per anni. Pena da 1 a 3 anni di galera per chi pubblica informazioni sulle indagini prima del processo. In pratica, sempre usando l'esempio di calciopoli, noi ancora non sapremmo niente di cosa è successo di quella vicenda visto che il processo per Moggi non è ancora iniziato, c'è stato solo quello sportivo. Le notizie che hanno sconvolto ultimamente l'italia sulla clinica Santa Rita non si potrebbero sapere per i prossimi anni, anzi a dire il vero non si sarebbero potute fare nemmeno le intercettazioni visto che l'indagine era partita per reati, come ad esempio lesioni personali e falso in atti pubblici che hanno pene al di sotto dei 10 anni quindi non si sarebbe mai scoperto niente e i parenti delle vittime non avrebbero mai scoperto niente. Si tratta di un vero e proprio bavaglio all'informazione ed un attacco alla democrazia.


Il decreto tra l'altro impedisce le intercettazioni per reati come la falsa testimonianza il che significa che non si può intercettare un soggetto che ha dichiarato il falso per coprire un mafioso, garantendo l'impunità al bugiardo e al mafioso che magari grazie a quella testimonianza falsa viene assolto.
In più il decreto prevede che le intercettazioni non siano utilizzabili per altri reati di versi da quelli per cui sono stati predisposti. Ciò significa che se si fa un intercettazione perchè si presume il reato di corruzione e mentre si intercetta l'individuo si scopre che ha commesso un assasinio quella intercettazione non può essere usata per accusarlo di omicidio, il che è assurdo e vergognoso. Vogliamo punirli i delinquenti o tutelarli dandogli mezzi per divincolarsi dalla giustizia?


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