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POLITICA
30 luglio 2009, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: Berlusconi maschilista


Berlusconi, il re della giungla delle bambole

[The Independent]

E’ il più spudorato uomo maschilista della politica europea.

Questa settimana l’Italia si è di nuovo infervorata per la barocca vita sessuale del suo straordinario Presidente del Consiglio, grazie alla pubblicazione di alcuni nastri registrati di nascosto da una prostituta di alta classe, Patrizia D’Addario, che lo scorso anno sembra abbia passato un’estenuante notte insonne con Berlusconi.

Il legale di Berlusconi ha respinto le registrazioni come un’invenzione, ma gli italiani tendono a credere che si tratti della verità. Chi potrebbe aver inventato le vanterie del loro primo incontro, quando Berlusconi ha intrattenuto la D’Addario con i racconti di una recente visita in Finlandia e sulla “chiesa di legno in rovina” che i finlandesi gli hanno orgogliosamente mostrato - in confronto con l’Italia dove “abbiamo 40.000 parchi storici con i loro tesori, 3.500 chiese, 2.500 siti archeologici…” ecc. ecc. ?

Le registrazioni hanno attirato milioni di persone nei siti internet in cui sono state pubblicate. In due mesi di rivelazioni scandalose riguardo “le feste dell’harem” in Sardegna e Roma, e il mistero ancora irrisolto della relazione di Berlusconi con la modella napoletana Noemi Letizia, le registrazioni sembrerebbero aggiungere un’altra preoccupazione sulle spalle di un uomo che già barcolla sotto il peso di accuse di ogni genere, da quando è entrato in politica quindici anni fa.

Quando traboccherà il vaso, si chiede il mondo? Quanto dovrà passare ancora prima che gli italiani decidano che ne hanno abbastanza di questo buffone ossessionato dal sesso?

Eppure sembra che la sua popolarità ne abbia risentito poco, la convinzione che si stia solamente sparando le sue ultime cartucce si basa su un fraintendimento. L’Italia sa tutto da anni sulle occhiate maliziose di Berlusconi, sul suo eloquio volgare e la sua licenziosità instancabile, ma ancora non trova questi aspetti del suo carattere un ostacolo nel votarlo.

Una ragione è che, contrariamente alle nazioni con un atteggiamento puritano verso il sesso, gli italiani credono che ciò che succede dietro le porte chiuse non è affar loro: moralità privata e carriere politiche sono tenute fermamente separate. La Chiesa Cattolica, che rimane una fonte molto importante di valori, approva tacitamente questa dissociazione: non fu considerato scandaloso quando il leader del piccolo partito cristiano democratico [UDC, N.d.T.] lasciò la moglie per un’altra donna che ha subito sposato, nonostante l’ostilità della Chiesa verso il divorzio.

Su un altro livello, milioni di italiani in realtà lo approvano: Berlusconi si comporta esattamente come i veri potenti dovrebbero comportarsi. C’è un aspetto primitivo riguardo a questo fascino: il re della giungla delle bambole. L’abilità di attrarre quantità illimitate di bellissime ragazze nubili è la più nitida e più nuda prova del potere.

Ciò significa che l’Italia è politicamente primitiva? In un certo senso sì – ma il fascino di Berlusconi è più complesso di questo. È il più spudorato uomo maschilista della scena politica europea, ma è anche totalmente convinto che le donne che gli piacciono – che, tipicamente, sono belle e intelligenti – desiderano e meritano una carriera propria; desideri che, nel tipico spirito del padrone, lui fa di tutto per esaudire, facendole entrare in parlamento, nel suo governo, in televisione e così via.

Così nel suo modo tutto particolare, Berlusconi è sia un modernista sia un femminista. L’Italia continuerà ad abbeverarsi alle rivelazioni dei nastri della D’Addario. Ma sulla base di quelli pubblicati finora, difficilmente scuoteranno la certezza di milioni di italiani sul fatto che lui sia esattamente il tipo di leader che amano.


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permalink | inviato da Giovanni Salvo il 30/7/2009 alle 17:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
19 luglio 2009, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: Beppe Grillo alle primarie del PD




Un comico vuole guidare la sinistra italiana contro Berlusconi


Beppe Grillo attacca i leader progressisti e assicura che si candiderà alla segreteria del Partito Democratico.

D’Alema, Franceschini, Fassino, Veltroni e…Grillo? La sinistra italiana, che va dalle frange più ortodosse di Rifondazione Comunista fino ai movimenti sociali promossi da intellettuali o artisti come Flores D’Arcais o Nanni Moretti, sorprende nuovamente i suoi sostenitori e non con l’entrata in scena di Beppe Grillo.

L’attore e comico italiano, noto per il suo potere disarmante e corrosivo non solo nei confronti di Silvio Berlusconi e della destra riunita attorno al Cavaliere, ma anche verso una sinistra che non alza la testa, ha deciso di iscriversi al Partito Democratico (PD) e concorrere alle elezioni primarie della formazione nata dalla fusione tra i postcomunisti Democratici di Sinistra e i centristi della Margherita.

Grillo, un acido e polemico showman con fama di rompiballe, ha scritto sul suo blog (uno dei più letti e influenti in Italia) il motivo della sua entrata in politica. “Dopo la morte di Enrico Berlinguer nella sinistra c’è stato solo il vuoto. Un vuoto di idee, di proposte, di coraggio, di uomini. Una sinistra senza un programma, presente solo nelle amministrazioni locali, muta dinanzi alla militarizzazione di Vicenza e al ritorno delle centrali nucleari. Un mostro politico”.

La sua intenzione di portar via ai nomi forti dell’apparato la segreteria del PD, dopo la sconfitta nelle ultime elezioni, con Veltroni alla guida, potrebbe sembrare una boutade. Tuttavia la stampa italiana gli ha dato credito e lo annuncia già come il quarto candidato a capo del partito, un posto al quale aspirano anche il segretario attuale Dario Franceschini, l’ex ministro Pierluigi Bersani, il senatore Ignazio Marino e il giornalista Mario Adinolfi.

Un uomo di sinistra critico nei confronti della deriva della sinistra

Grillo, proprio come aveva fatto Nanni Moretti, è uno degli artisti italiani che hanno sempre prestato attenzione alla situazione politica del loro paese e soprattutto alla tortuosa evoluzione della sinistra. Inflessibile con i politici corrotti, anche lui ha distribuito critiche a destra e a manca, sebbene in questa occasione si sia rivelato particolarmente duro.

Così ha detto che la sinistra “non è più un soggetto politico, ma piuttosto imprenditoriale e affascinato dal suo doppione berlusconiano”. Ecco perché vuole rifondare un movimento che “ha tolto a questo paese ogni speranza di opposizione” e ha “regalato le televisioni a Berlusconi e l’indulto agli italiani”.

Il programma di Beppe Grillo include la “restituzione della dignità alla Repubblica, con l’applicazione delle leggi popolari del Parlamento Pulito e un’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato a soggetti politici, a cominciare da Silvio Berlusconi”.

Secondo Grillo questo sarebbe l’unico modo per detronizzare Berlusconi, perché ritiene che il Partito Democratico sia venduto e che oggi si riduca a “una collezione di tessere e distintivi, una galleria di anime morte preoccupate solo di restare al potere”. Ecco allora la proposta appena lanciata dal suo pulpito virtuale. Qualsiasi cosa è va bene pur di “offrire un’alternativa al nulla”


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POLITICA
4 luglio 2009, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: Berlusconi screditato sulla scena internazionale




Silvio Berlusconi screditato sulla scena internazionale

Silvio Berlusconi ha infine riconosciuto che gli scandali sulla sua vita privata “danneggiano l’Italia”. “Guardare attraverso il buco della serratura fa male al paese”, ha rincarato Giulio Tremonti, il ministro dell’economia, mentre Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, si è appellato ad un’improbabile “tregua” tra i media ed il governo in occasione del prossimo G8 organizzato nella città disastrata di L’Aquila (Abruzzo), dall’8 al 10 luglio.

Accusato da sua moglie - che ha chiesto il divorzio - di “frequentare minorenni”, poi indicato dal suo avvocato quale “utilizzatore finale” di una rete di call-girls, infine riconosciuto dai giudici come “il corruttore” del suo ex avvocato David Mills, il presidente del consiglio non si gioca soltanto la sua reputazione, di cui non c’è più molto da salvare. Il Cavaliere deve ormai tentare di salvaguardare l’immagine dell’Italia che si è deteriorata parallelamente alla sua. E il suo ruolo sulla scena internazionale.

La sfida è enorme. Da due mesi, la stampa internazionale e i dispacci degli ambasciatori descrivono un paese in cui gli scandali pubblici e privati legati al capo del governo si accumulano. Il presidente del consiglio vi appare unicamente preoccupato dei suoi piaceri, mentre riceve nella sua residenza romana giovani ragazze a pagamento, nella stessa notte dell’elezione di Barack Obama.

Protetto da una legge che impedisce ogni azione legale a suo carico durante la durata del suo mandato, godendo dell’indulgenza e della condiscendenza di una parte degli italiani, dell’indifferenza e dell’ignoranza degli altri in ragione del “servizio minimo” accordato a questi scandali da parte di una televisione pubblica e privata asservita, Berlusconi non ha molto da temere sul piano interno. Le voci di dimissioni e di formazione di un “governo tecnico” hanno alla fine suscitato una corsa alla solidarietà tra coloro che erano dati come possibili successori di Berlusconi.

Al contrario, il modo in cui è visto dai suoi colleghi non gli è indifferente. Berlusconi, che assicura di avere la fiducia del “62%” degli italiani, sa che ormai il suo “charme” ha un’accoglienza ben peggiore sulla scena internazionale. Inizialmente, l’organizzazione del G8 in una città toccata dal terremoto, che è costato la vita a 300 persone il 6 aprile, era destinato a dimostrare l’efficacia dello Stato Italiano. Oggi, è diventato un test dell’influenza dell’Italia sulla scena internazionale, della stima e del credito di cui gode Berlusconi fra i suoi colleghi.

Il suo “Obama giovane e abbronzato” ha senza dubbio segnato il passaggio dal divertimeno al fastidio, fino all’imbarazzo. Ci si ricorda ancora il presidente del consiglio, con il cellulare attaccato all’orecchio, far aspettare il cancelliere tedesco Angela Merkel, il 4 aprile durante il summit della NATO. Quel giorno, Berlusconi non ha colto forse fino in fondo il senso della piccola alzata di spalle del cancelliere che sembrava dire: “Pazienza, faremo senza di lui.”

L’ultimo Consiglio europeo di Bruxelles ha suonato il campanello d’allarme. Malgrado la larga vittoria del suo partito alle elezioni europee e un tasso di partecipazione da far impallidire d’invidia molte altre democrazie, Berlusconi, senza appoggio, non è riuscito a piazzare il suo candidato alla presidenza del Parlamento europeo come aveva promesso ai suoi sostenitori. Per inciso, ha dovuto subire il seguente commento a doppio senso di Hans Gert Pottering: “Anche se qualcuno della nostra famiglia ha un comportamento che non piace a tutti, questo non deve avere effetti su coloro che non hanno avuto quel comportamento”. “Gli scandali di queste ultime settimane non hanno aiutato l’Italia” sottolinea l’inglese Graham Watson, capofila dei liberal-democratici.

Un “problema Berlusconi”? L’interessato continua a difendere il suo stile e la sua vita privata senza apparente rammarico - “agli italiani piaccio cosi”. Le domande tuttavia restano: il tentativo fallito di Fiat di prendere il controllo della tedesca Opel avrebbe avuto miglior sorte se la reputazione di Berlusconi e dell’Italia oltre il Reno fosse stata migliore? Obama avrebbe incluso una tappa romana durante il suo primo soggiorno europeo se il presidente del consiglio avesse evitato di fare una brutta battuta sul neo eletto?

Berlusconi dispiega un’intensa attività diplomatica. Dopo un viaggio lampo a Washington, il ricevimento di Mouammar Gheddafi a Roma, si è invitato a Corfù per il summit Russia-Nato. Ma, mercoledì primo luglio, ha annullato, all’ultimo momento, la sua presenza a Sirte (Libia) per una riunione dell’Unione Africana. Vuole dimostrare che è ancora “l’amico di tutti”, un dirigente ascoltato e frequentabile e che l’Italia pesa ancora nelle relazioni internazionali.

Non è la prima volta che Berlusconi deve affrontare uno scandalo e un summit. Nel 1994, a Napoli, la sua prima presidenza del G8 coincise con l’apertura di un’inchiesta giudiziaria che lo riguardava. Altre inchieste, altri scandali non hanno impedito ad alcuni dirigenti internazionali di frequentare la sua villa in Sardegna, il falso vulcano e forse le sue strane accompagnatrici. Quattordici anni più tardi chi, in seno al G8, sarebbe pronto a correre questo rischio?


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POLITICA
3 luglio 2009, in Visti dall'estero
VdE - Times: Berlusconi non dovrebbe guidare il G8




Berlusconi non dovrebbe guidare il G8

Silvio Berlusconi è nato nel 1936, lo stesso anno in cui Hitler ospitò le Olimpiadi estive. Sarebbe opportuno affermare che lo stuolo di donne che ora rivelano le notti bollenti trascorse con il leader italiano probabilmente non ricorda nemmeno Italia 90, figurarsi quello che accadde prima dell’annessione dell’Austria alla Germania. Così la Commedia dell’Arte prosegue, con l’avvocato di Berlusconi che recita la parte del buffone di corte non autorizzato.

Potrebbe trattarsi soltanto di un’altra squallida storia se non fosse per il fatto che il Presidente del Consiglio italiano non dirige solo questa allegra giostra, ma guiderà il summit del G8 che si terrà la prossima settimana a L’Aquila.

Nonostante Berlusconi sia il leader del G8 da più tempo in carica, questo club di vecchi ragazzi delle nazioni ricche dovrebbe sentirsi imbarazzato dal fatto che sarà il leader italiano ad ospitare l’incontro.

Non tanto perché paesi come Francia, Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Russia e Germania abbiano preso moralmente le distanze dal pasticcio pornografico in cui è finito. Bensì per un motivo molto più importante: i temi principali dell’agenda del G8 saranno l’Africa e lo sviluppo, temi su cui Berlusconi non è stato in grado di mantenere le promesse fatte. Il magnate si è invece concentrato sugli interessi privati, compromettendo la statura internazionale dell’Italia. Il fallimento morale rappresentato dal suo trascurare il lato povero del mondo in favore di quello “festaiolo” dei suoi party in piscina, dovrebbe comportare la messa in discussione del suo posto al tavolo delle decisioni.

Quattro anni fa a Gleneagles i leader mondiali promisero di raddoppiare gli aiuti da destinare all’Africa aumentandoli di 25 milioni di dollari entro il 2010. Persino prima della crisi finanziaria il governo italiano aveva mostrato uno scarso impegno, con stanziamenti pari solo al 3 %, quando sarebbe necessario il 145 % per raggiungere gli obiettivi legati agli aiuti. Inoltre, l’Italia ha annunciato recentemente l’intenzione di tagliare pesantemente i fondi destinati agli aiuti, imputando la colpa alla crisi finanziaria. È probabile che l’Italia stanzierà meno di tutti gli altri membri del G7 in termini di percentuale del Pil.

L’ingannevole tattica italiana è una nuova iniziativa definita approccio “globale”, che prevede di accorpare la somma che il governo destina agli aiuti, con i contributi allo sviluppo degli enti di beneficenza, di privati e aziende. L’Italia vorrebbe che anche gli aiuti del Vaticano fossero inclusi nel nuovo calcolo.

Svezia, Paesi Bassi e Spagna, che non sono membri del G8, donano più dell’Italia, mostrando un approccio più progressista verso altre problematiche legate allo sviluppo e un analogo livello di influenza globale. Se si vuole organizzare un G8 che sia credibile, l’Italia dovrebbe mantenere le sue promesse oppure uno di questi lungimiranti paesi dovrebbe spodestare Berlusconi dal suo trono.

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POLITICA
2 luglio 2009, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: le voci sul futuro di Berlusconi


Le voci su Berlusconi diventano più insistenti

I sostenitori di Silvio Berlusconi negano che ci sarà un fuggi fuggi - una corsa verso l’uscita - sulla scia dei molto pubblicizzati scandali intorno alla sua vita privata, ma i più importanti alleati all’interno della coalizione di centro-destra italiana contemplano già un futuro politico senza il loro leader di lungo corso.

Sicure fonti governative, parlando in modo anonimo, sottolineano che non credono che il settantaduenne magnate dei media e tre volte Presidente del Consiglio rassegnerà presto le dimissioni. Nonostante ciò, ministri in posizioni chiave iniziano a preoccuparsi della possibilità che nuove dannose rivelazioni possano portarlo a chiedere le dimissioni.

“È uno scenario completamente nuovo. Le cose stanno cambiando,” ha affermato un funzionario, guardando indietro agli ultimi due mesi da quando è emersa l’amicizia di Berlusconi con una diciottenne aspirante modella e le successive dichiarazioni di sua moglie, Veronica Lario, che ha deciso di divorziare dall’uomo che “frequenta minorenni”.

Un collaboratore di Berlusconi - mantenendo la posizione ufficiale che gli “scandali” sono una macchinazione e una cospirazione dei partiti di opposizione, dei giornali e dei magistrati politicamente schierati - ha affermato che il governo teme che i magistrati annuncino un’indagine ufficiale sul Presidente del Consiglio proprio mentre ospiterà i leader mondiali in occasione del G8 del mese prossimo.

C’è ancora il ricordo del 1994, quando un tribunale ha notificato a Berlusconi che era sotto indagine per corruzione mentre stava tenendo una conferenza sul crimine all’ONU. Il suo governo è caduto un mese dopo quando la Lega Nord ha lasciato la coalizione.

I ministri stranieri del G8 in preparazione al summit iniziano questa sera un incontro di due giorni in Italia.

Berlusconi ieri ha risposto alle continue rivelazioni in un’intervista a Chi, che fa parte della sua schiera di riviste. Ha detto di non ricordare il nome o il volto di Patrizia D’Addario, la quale pare sia tra le donne pagate da un uomo d’affari per partecipare alle feste nelle residenze private di Berlusconi e abbia trascorso nella sua casa di Roma la notte delle elezioni del presidente degli Stati Uniti a novembre dello scorso anno. Berlusconi ha dichiarato di non avere mai pagato una donna per fare sesso.

Mentre avvenivano le intercettazioni delle telefonate di Giampaolo Tarantini, un imprenditore della sanità sospettato di corruzione nell’assegnazione di contratti nel settore, i magistrati nella città portuale di Bari hanno iniziato ad investigare sulla possibilità che avesse ingaggiato prostitute.

Tarantini ha negato le accuse, affermando di avere pagato loro solo le spese. Berlusconi ha affermato che Tarantini gli era stato presentato l’anno scorso come un rispettabile imprenditore.

I ministri temono che le dichiarazioni della D’Addario di avere fotografie e registrazioni del suo incontro con Berlusconi potrebbero rivelarsi vere e dannose o che le accuse contro Tarantini si possano estendere. Le dinamiche chiave sono cambiate, dicono le fonti governative. Primo, c’è la sensazione che le ambizioni di Berlusconi a diventare, da Presidente del Consiglio, Capo dello Stato, siano state infrante. Secondo, le elezioni europee di questo mese hanno mostrato che gli elettori si stanno allontanando. Infine, l’immagine internazionale dell’Italia è stata danneggiata, e la Chiesa cattolica sta facendo pressione.

Malgrado la sua immagine di anfitrione miliardario che vizia gli amici con regali e feste suntuose, gli alleati lo dipingono come isolato, senza nessuno che osi dargli consigli personali. Nella sua malinconica intervista a Chi, Berlusconi ricorda che nell’ultimo anno ha perso sua madre e sua sorella, e che ha perso la moglie che amava.

Carismatico e ricco, Berlusconi è la colla che ha tenuto unita la sua variegata coalizione. Non ha un evidente successore. Il suo nuovo partito, il Popolo della Libertà, non ha un sottosegretario. I ministri si schierano su posizioni diverse. Coloro il cui futuro dipende dalla sopravvivenza di Berlusconi sono i difensori più accesi - tra loro Maurizio Sacconi (Lavoro), Claudio Scajola (Sviluppo Economico) e Franco Frattini (Esteri). Le donne scelte da Berlusconi - tra cui Mara Carfagna (Ministro delle Pari Opportunità) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente) - gli sono leali, ma trovano difficile parlare nelle attuali circostanze. Poi ci sono figure chiave che sono state in silenzio o hanno preso le distanze, vedendo un futuro oltre Berlusconi e sperando che ci sia una ordinata successione.

Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è il più vicino a Berlusconi e sta già da ora agendo da Presidente del Consiglio, seguendo gli affari mentre il suo capo è costretto a combattere con i propri problemi. Giulio Tremonti, Ministro delle Finanze, ha il vantaggio di avere stretti legami con la Lega Nord. Gianfranco Fini, portavoce del Parlamento, sta coltivando un’immagine da statista rispettabile.

Ma come un potentato del Medio Oriente che non può accettare di lasciare le scene, i funzionari vedono un serio ostacolo alle dimissioni, oltre alla nota testardaggine di Berlusconi. La sua immunità dalle azioni giudiziarie, garantitagli dalla sua larga maggioranza in Parlamento, dura solo finché mantiene la carica.


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POLITICA
1 luglio 2009, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: come Berlusconi attrae gli italiani

"Il Popolo delle tue Libertà"



Donne, gaffe e ritocchi: come Berlusconi attrae gli elettori italiani

Silvio Berlusconi, che il mese prossimo ospiterà il vertice dei G8, ha resistito a una serie di rivelazioni sulla propria vita privata che sembrano uscite dalla sceneggiatura di Carry on [serie televisiva britannica, NdT].

Persino per i veterani del circo politico italiano, le ultime settimane sono state fuori dall’ordinario. Silvio Berlusconi, che ospiterà il mese prossimo il vertice dei G8 tra le montagne nella città dell’Aquila, è al centro di un groviglio di scandali che avrebbero fatto arrossire persino la famiglia Borgia. Ragazze in bikini, modelle di biancheria intima, uomini di mezza età nudi, party in piscina in pieno giorno - le rivelazioni sulla vita privata del premier sembrano uscire dallo script di Carry On, con Berlusconi nel ruolo tradizionalmente riservato a Sid James [personaggio libertino della citata serie televisiva, NdT].

Prima fra tutti, Veronica Lario, la spumeggiante moglie del miliardario da circa vent’anni, ha denunciato il “ciarpame” del partito che progettava di candidare per il parlamento europeo uno stuolo di aspiranti showgirls, le cui capacità politiche apparentemente non superano, in media, quelle dei tassisti londinesi. Qualche giorno dopo, con una fuga di notizie, è arrivato l’annuncio della signora che dichiarava di volere il divorzio, dopo aver sopportato per anni i numerosi flirt del marito. La Lario ha attaccato Berlusconi per la sua “frequentazione di minorenni”, criticando la decisione di lui di partecipare alla festa per i 18 anni di una ragazza, sebbene non abbia mai avuto il tempo di presentarsi a quelle dei propri figli. La giovane, Noemi Letizia, si è poi rivelata un’avvenente bionda, che nonostante la tenera età ha posato per ammalianti foto di intimo ed è apparsa in TV come “velina”.

Dopo il “Noemi-gate” Berlusconi è stato accusato di aver usato i voli di stato per ospiti privati, tra cui giovani attrici e il suo personale “menestrello” napoletano, alla volta della lussuosa villa sarda di sua proprietà. Poi sono saltate fuori le foto di donne in topless che gironzolavano sul patio assolato della villa, tra statue bronzee di ninfee senza veli – una scena che El Pais, il giornale che ha pubblicato le foto, descrive come una “casa di riposo piena di corpi splendidi”. L’autore degli scatti ha affermato di aver persino assistito a un bizzarro finto matrimonio tra un’anonima giovane e il perennemente abbronzato primo ministro.

In molti paesi queste accuse avrebbero suscitato il clamore e l’indignazione dell’opinione pubblica, seguiti da indagini ufficiali e, con tutta certezza, dalle dimissioni nell’assoluta vergogna. Ma non in Italia. Mentre la fortuna politica di Berlusconi è stata intaccata nelle recenti elezioni europee, il suo partito di centro-destra, il Popolo della Libertà, ottiene ancora il 35% dei voti e la popolarità del premier si attesta ancora intorno al 50-60%.

Ma qual è il segreto di quest’uomo che è stato eletto tre volte primo ministro e che resta l’inconstestata) figura politica dominante del suo paese?

“Nel loro intimo, molti italiani vorrebbero essere come Berlusconi: un uomo di successo, ricco e contornato da tantissime belle donne” spiega un amico italiano. “Lo amano anche perché consente loro di fare quel che vogliono. Non sentono il bisogno di un capo lungimirante, perché altrimenti sarebbero più simili al resto d’Europa e costretti a pagare le tasse”. Anche gli illeciti di Berlusconi – recentemente una corte milanese lo ha dichiarato colpevole per aver corrotto con un’ingente somma di denaro l’avvocato David Mills, ex marito del ministro britannico per le Olimpiadi, Tessa Jowell, affinché testimoniasse il falso in tribunale - devono essere considerati nella giusta ottica.

L’Italia è un paese dove l’evasione fiscale è endemica. Giulio Andreotti, sette volte presidente del Consiglio, è stato indagato per presunti rapporti con la mafia; un altro primo ministro, Bettino Craxi, è stato costretto a riparare in Tunisia a seguito delle accuse di corruzione.

D’altronde gli italiani ammirano Berlusconi per essere furbo - un concetto tutto italiano che porta con sé l’idea di scaltrezza e di ingegno. Vale a dire, cavarsela nella vita non sgobbando con fatica e sudore, ma comportandosi in modo subdolo e astuto, sfruttando conoscenze personali e scappatoie. “Berlusconi è stato sempre furbo in tutto ciò che ha fatto” afferma un osservatore britannico di lunga data. “Quando avviò il suo progetto immobiliare a Milano, riuscì a ottenere la modifica di una rotta aerea, perché i velivoli sarebbero stati troppo rumorosi per le sue costruzioni”.

“Il Cavaliere” ha raggiunto una popolarità immensa anche grazie al giro di vite sul crimine e sull’immigrazione clandestina, in un periodo in cui molti italiani si sentono sopraffatti dal flusso migratorio. I suoi sostenitori applaudono di cuore quando afferma che l’Italia non vuole diventare una nazione multietnica, o quando si lamenta, alla vigilia delle elezioni europee, del fatto che a Milano ci siano talmente tanti immigrati neri da farla assomigliare a una città “africana”.

Un altro fattore del successo di Berlusconi è la straordinaria influenza sui media italiani. Il controllo di televisioni commerciali, giornali e riviste gli ha dato la possibilità di divulgare la sua agenda politica con devastante efficacia. Sarebbe come se Rupert Murdoch, proprietario del Times, del Sun e delle televisioni Sky, fosse anche Primo Ministro britannico. “È una specie di lavaggio del cervello portato avanti negli ultimi vent’anni” sostiene scontento un membro del circuito mediatico. “Va affermando che la crisi economica è finita e che l’Italia sta agendo molto meglio rispetto al resto d’Europa, sebbene né l’una né l’altra cosa siano vere”.

Politicamente l’Italia è schierata in due poli distinti, e termini come “comunisti” e “fascisti” sono ancora largamente in uso nelle discussioni quotidiane. Per ogni italiano che vede il premier incline alla gaffe come un imbarazzo clownesco, un altro lo dipinge come un uomo d’azione i cui miglior doni sono la sua umanità e un carattere alla mano. Mentre chi lo critica resta sconcertato dalla sua esagerata confidenza affabile e dal suo umorismo da scuola elementare, i suoi sostenitori ne ammirano il carisma e l’energia. A 72 anni, Berlusconi sopporta ritmi che lascerebbero stremati anche giovani in forze.

Ancora una volta il leader italiano si è dimostrato indistruttibile, in un paese in cui l’ indolenza e la faziosità di gran parte del sistema giudiziario significa che anche i politici condannati raramente scontano la giusta pena. Berlusconi ha tutta l’intenzione di governare per l’intera legislatura, vale a dire fino al 2013, la qual cosa crea profondo sconforto per una metà del paese e offre una ragione di festeggiamenti sfrenati per l’altra metà.


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permalink | inviato da Giovanni Salvo il 1/7/2009 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
26 giugno 2009, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: il caso-Minzolini e la censura RAI

La RAI sotto attacco per avere ignorato lo scandalo

Sparita la copertura sulla vicenda Berlusconi

ROMA - L’emittente televisiva pubblica italiana RAI sta subendo una raffica di attacchi per avere ignorato il crescente scandalo a sfondo sessuale che coinvolge il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, scandalo che ora implica accuse al magnate dei media diventato Presidente del Consiglio di avere trascorso la notte con una escort pagata.

Gli ultimi sviluppi dello scandalo ruotano attorno alla notizia secondo cui un uomo d’affari, Giampaolo Tarantini, indagato per corruzione, avrebbe reclutato e pagato belle donne per partecipare alle feste tenute negli ultimi mesi da Berlusconi a Roma e in Sardegna.

Una di queste donne, Patrizia D’Addario, descritta dalla stampa italiana come una prostituta d’alto bordo, ha dichiarato di avere trascorso la notte nella residenza di Berlusconi a Roma dopo una festa nella notte della vittoria alle elezioni del Presidente Barack Obama, il 4 novembre. Pare che durante il tempo trascorso con Berlusconi avesse un registratore, che ora è stato consegnato ai magistrati. Un’altra ospite della festa, l’attricetta Barbara Montereale, ha dichiarato che la D’Addario le ha raccontato di avere fatto sesso con Berlusconi.

Berlusconi ha respinto le notizie - finite sui titoli dei giornali in Italia e all’estero - definendole “spazzatura e bugie”. Negli ultimi giorni, la rete ammiraglia della RAI, RAI1, e il canale RAI2 non hanno fatto assolutamente alcun accenno allo scandalo delle escort nei propri telegiornali. L’oscuramento delle accuse, largamente note, da parte di due dei maggiori canali di informazione televisiva ha provocato un’accesa protesta da parte di Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare che vigila sulle emittenti pubbliche.

“La RAI deve assolutamente riguadagnare la sua essenziale e cruciale autonomia dalle interferenze esterne” ha protestato Zavoli. I vertici della commissione RAI hanno convocato un incontro urgente per “riscrivere le regole di giornalismo della RAI e renderle finalmente vincolanti.”

Il direttore di RAI1 Augusto Minzolini, recentemente nominato dal governo Berlusconi, ha replicato con un editoriale televisivo che le notizie circolanti sono solo gossip e che “non c’è alcuna notizia certa.”

Intanto, anche la Mediaset di Berlusconi non ha aperto bocca sullo scandalo, che invece è stato seguito quotidianamente dalla più piccola emittente generalista LA 7 e dalla tv a pagamento di Rupert Murdoch Sky Italia.

Lo scandalo sta travolgendo il premier da quando sua moglie Veronica Lario, ex attrice, il mese scorso si era lamentata con i media locali dell’attrazione di suo marito per le giovani attricette, citando la presenza di Berlusconi alla festa per il diciottesimo compleanno della modella napoletana Noemi Letizia, annunciando che avrebbe chiesto il divorzio.

Se da una parte non sembra probabile che il crescente scompiglio riuscirà a rovesciare il governo Berlusconi, lo scandalo sta certamente intaccando la sua immagine, specialmente a livello internazionale, alle soglie del G8 che l’Italia ospiterà a luglio.

Il produttore cinematografico e imprenditore dei media franco-tunisino Tarak Ben Ammar, stretto socio di Berlusconi, ha raccontato al giornale Corriere della Sera che ora Berlusconi ha bisogno di una nuova first lady, spronandolo a seguire l’esempio del matrimonio del Premier francese Nicolas Sarkozy con la modella Carla Bruni.


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permalink | inviato da Giovanni Salvo il 26/6/2009 alle 13:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
24 giugno 2009, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: il caso Berlusconi-Prostitute

Alcune prostitute affermano di essere state pagate per partecipare alle feste di Silvio Berlusconi

RIO - Lo scandalo delle feste del primo ministro italiano Silvio Berlusconi continua a far discutere. Almeno 4 donne hanno confermato di aver ricevuto denaro par partecipare ad eventi a Palazzo Grazioli, residenza ufficiale di Roma, e a Villa Certosa, villa del premier in Sardegna. Una delle donne ha chiesto di lasciare temporaneamente l’Italia perché teme per la sua sicurezza, ha riportato il giornale Corriere della Sera.

Patrizia D’Addario, prostituta e candidata municipale a Bari, ha fatto le dichiarazioni durante l’audizione durata cinque ore da parte del Pubblico Ministero di Bari. La donna ha consegnato alla Giustizia registrazioni audio e un video fatto con il cellulare. Nelle immagini appare in una stanza, di fronte alla foto di Veronica Lario, la moglie del premier. Nell’audio, si sente la voce di Berlusconi.

L’imprenditore Giampaolo Tarantini, 35 anni, accusato dalla prostituta di essere l’intermediario delle visite, è indagato per corruzione e induzione alla prostituzione. Tarantini assoldava le donne e coordinava le feste con lo staff di Berlusconi. D’Addario e le altre tre donne hanno confermato al Pubblico Ministero che arrivavano al palazzo romano in un’auto con i vetri oscurati e che avevano l’indicazione di presentarsi con abiti eleganti e poco truccate. Secondo il giornale, due donne sono state interrogate a Bari e un’altra a Roma. Non si hanno informazioni sulla quarta donna.

Secondo quanto affermato dalla prostituta, avrebbe dovuto ricevere un pagamento a posteriori di 2000 euro per la prima notte, ma alla fine furono pagati solo 1000 euro. La seconda volta che prestò servizio per Berlusconi fu il giorno della vittoria di Barak Obama. Ha raccontato di aver lasciato il palazzo la mattina dopo.

Poco più di una settimana fa il giornale spagnolo El Pais ha pubblicato una serie di foto “esclusive” delle feste promosse dal premier italiano nella sua magione “Villa Certosa”. Le immagini sono del fotografo Antonello Zappadu, di 51 anni.
Dopo la pubblicazione Berlusconi ha affermato che si è trattato di una “violazione della privacy”, nonostante si tratti di “foto innocenti”.

“È stata una violazione della privacy, ma si tratta di foto innocenti. Ho ricevuto una delegazione della Repubblica Ceca e non è possibile che una persona a un chilometro di distanza si intrometta in una situazione e scatti foto dell’interno della casa. Il diritto alla privacy dev’essere garantito, soprattutto in presenza di ospiti illustri”, ha affermato durante un’intervista fatta da un’emittente radio del Paese.


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POLITICA
4 giugno 2009, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: Berlusconi, cade la maschera del clown

Cade la maschera del clown

[Editoriale]

Berlusconi deve rispondere alle accuse sulle sue frequentazioni femminili e alle domande sul suo comportamento inadeguato. La qualità del governo non è un affare privato.

L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è il fatto che egli sia un buffone sciovinista, né che gli piaccia fare baldoria con donne di cinquant’anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro lavori da modella, da assistente personale o perfino, per assurdo, da candidata al Parlamento Europeo. Quello che è più sconvolgente è il totale disprezzo con cui tratta l’opinione pubblica italiana.

Questo vecchio Casanova forse trova il suo atteggiamento da playboy divertente, o perfino audace, vantandosi delle sue conquiste, umiliando sua moglie e facendo commenti che per molte donne sarebbero grottescamente inappropriati. Non è il primo né l’unico il cui comportamento indegno non è adatto alla carica che ricopre. Ma quando gli vengono poste delle domande legittime sui propri rapporti che riguardano lo scandalo e i quotidiani lo incalzano perché dia delle spiegazioni su delle relazioni che sono quanto meno sconcertanti, la maschera del clown cade. Minaccia quei giornali e quelle televisioni che lui stesso controlla, invoca la legge per proteggere la sua “privacy”, rilascia delle dichiarazioni evasive e contraddittorie e in seguito promette in maniera melodrammatica che si dimetterà se scoperto a mentire.

La vita privata di Berlusconi è certamente privata. Ma come ha scoperto il Presidente Clinton, gli scandali non si conciliano con le cariche importanti. Ai suoi critici, Berlusconi risponde che lui rimane in vetta nei sondaggi di popolarità, che lui controlla saldamente il suo governo e che non sarà intimidito da quelli che lui definisce come tentativi dell’opposizione di diffamarlo. Inoltre, molti dicono che l’Italia non è l’America: il quadro di riferimento basato sull’etica puritana presente negli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana, e pochi tra gli italiani si scandalizzano per uno che va a donne. Ma questa è pura condiscendenza. Gli italiani, allo stesso modo degli americani, capiscono benissimo cos’è e cosa non è accettabile. E come gli americani, considerano che un occultamento della verità sia spregevole.

Pochi tra i media in Italia sono in grado di sostenere quest’opinione senza la paura di pagarne il prezzo. Ma è merito de La Repubblica l’aver posto continuamente delle domande sui rapporti tra il Presidente del Consiglio e la diciottenne Noemi Letizia, la cui collana ricevuta come regalo di compleanno è stata il pretesto usato dalla moglie di Berlusconi per chiedere il divorzio. Alla maggior parte di queste domande, ed è sulla bocca di ogni elettore italiano confuso, non c’è stata una risposta soddisfacente. Come e quando ha conosciuto la sua famiglia? E’ stato Berlusconi a chiedere delle foto ad un’agenzia di modelle e ad iniziare i rapporti con Noemi Letizia? E’ vero quello che c’è scritto su molti resoconti i quali affermano che dozzine di giovani donne sono state invitate a partecipare a delle feste presso la sua villa in Sardegna?

Berlusconi ha promesso di spiegare tutto in Parlamento. Ma difficilmente avrà rassicurato i suoi critici dopo l’ingiunzione di questo fine settimana con la quale ha bloccato la pubblicazione di circa 700 fotografie che avevano la pretesa di mostrare cosa fosse successo in quelle feste. E non è stato aiutato nemmeno dallo sventurato ministro degli Affari Esteri, il quale ha cercato di difendere il suo capo facendo notare che in Italia l’età per il sesso consenziente è 14 anni - come se ciò fosse rilevante.

Ma è importante tutto ciò? Alcuni italiani diranno di no. Altri diranno che gli estranei non si devono immischiare. Ma i votanti italiani, nel periodo finale prima delle elezioni europee, dovrebbero riflettere su come il loro governo viene gestito, sui candidati considerati adatti a Strasburgo e sulla sincerità del loro Presidente del Consiglio in tempi di crisi politica ed economica.

E questo riguarda anche altri. L’Italia ospiterà gli incontri del G8 quest’anno. Discussioni importanti avranno luogo in questa sede, in cui i governi occidentali premono per una maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo e alla criminalità internazionale. Berlusconi si considera amico di Vladimir Putin. Il suo Paese è un membro importante della Nato. Fa anche parte della zona euro, messa alla prova dalla crisi finanziaria globale. Non sono soltanto gli elettori italiani a chiedersi che cosa sta succedendo. Se lo chiedono anche i perplessi alleati dell’Italia.


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POLITICA
19 maggio 2009, in Visti dall'estero
Visti dall'estero: lo scandalo sugli immigrati

Lo scandalo Berlusconi

La sicurezza si garantisce molto meglio con delle forze dell’ordine ben equipaggiate e preparate che non con leggi anti-immigrazione. Questo dovrebbe essere evidente a tutti quei cittadini di mezza Europa che si sta tentando di scuotere e mobilitare, approfittando della crisi, per avvicinarli a movimenti autoritari che portano avanti discorsi populisti e xenofobi.

Ciò che ha dell’incredibile è che i partiti democratici hanno tanta paura che questi messaggi vengano alla luce che, invece di combatterli per ciò che sono, ovvero baluardi di un pensiero autoritario, si fanno intimorire, ed addirittura cercano di adeguare i propri discorsi affinché non ne risultino nettamemente distanti. È una strategia che non ha mai dato buoni risultati: come spiega nel suo ultimo libro l’ex presidente uruguaiano Julio Maria Sanguinetti, si comincia permettendo che la tolleranza sparisca dalla società e si finisce perdendo, molto semplicemente, la libertà.

Ciò che sta succedendo e che è successo questa settimana in Italia, dove sono state approvate nuove leggi che trasformano in reato l’immigrazione clandestina riducendo, o praticamente azzerando, i diritti degli immigrati senza regolare permesso di soggiorno inclusi i neonati, ai quali si proibirà l’iscrizione all’anagrafe, è uno scandalo e dovrebbe suscitare una reazione molto più vigorosa da parte dell’Unione Europea. A che serve un Parlamento europeo se le sue forze democratiche non sono capaci di denunciare la misure che sta adottando il Governo di Silvio Berlusconi che, per certi aspetti, ricordano il fascismo?

Una decina di anni fa, quando il partito d’estrema destra di Jorg Haider entrò a far parte di un Governo di coalizione austriaco, l’Europa reagì con molta più fermezza, adottando delle sanzioni persino prima che il Governo avesse approvato leggi che potessero ricordare anche solo lontanamente quelle che adesso si fa finta di ignorare in Italia.

In Italia, il dibattito sull’immigrazione clandestina viene affrontato in modo del tutto strumentale e fa parte di una strategia populista volta a togliere l’attenzione da problemi molto più gravi, come il diffondersi della Mafia, la concentrazione di poteri da parte di Berlusconi e dei suoi soci, e il degrado di un sistema politico deteriorato in molte sue parti dalla corruzione. Con 297 voti a favore, 255 contrari e 3 astenuti (com’è possibile astenersi in un dibattito simile?) il Parlamento italiano ha approvato le “nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica” (http://www.camera.it) che, come ha denunciato lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alimentano la retorica razzista e xenofoba.

La situazione è ancor più grave se si pensa che queste norme vengono firmate nel momento in cui la crisi sta facendo perdere il posto di lavoro a milioni di cittadini europei che si appoggiano, chi più chi meno, a sussidi pubblici. Questi neo-disoccupati, se la crisi si dovesse prolungare, si troverebbero a lottare gomito a gomito per i pochi nuovi posti di lavoro creatisi.

Una società civile spaventata e demotivata, nazionalismi esacerbati e instabilità sono componenti di una situazione che già ha dato origine in passato a leggi contro l’immigrazione prima, a leggi razziali poi.

Un cronista politico vicino a Berlusconi ha scritto questa settimana che “lo stato non può essere buonista”. Sicuramente ha ragione, e coloro i quali si vogliono opporre a questo Governo dovrebbero spiegare meglio all’opinione pubblica quali sono le loro proposte contro l’immigrazione clandestina. Ciò che non deve lasciare adito a dubbi è che esistono misure più efficaci, più giuste e più sensate delle vergognose disposizioni approvate questa settimana in Italia. E che, anche se non ce ne fossero di migliori, quelle che ha approvato il Governo italiano sono comunque ingiuste, inefficaci e vergognose.

Vietare che un neonato sia iscritto all’anagrafe vuol dire negargli dalla nascita il diritto ad un nome, cosa che, rendendolo invisibile e trasformandolo in una non-persona, mette a repentaglio la sua vita e la sua salute. Il diritto ad un nome è sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo. In che maniera questa “nuova disposizione in materia di sicurezza” evita l’immigrazione clandestina dall’Africa o dal Bangladesh?

Fare della sicurezza il più importante messaggio elettorale e politico di un paese è una vigliaccata: verso gli immigrati poveri, che si vedono immediatamente minacciati come potenziali trasgressori di questa sicurezza, ma anche verso i cittadini “nativi” di un paese, i quali vengono spinti a sprecare energie, ogni giorno più scarse ma ogni giorno più necessarie, che potrebbero essere impiegate forse per lottare per una futura via d’uscita: nell’istruzione, ad esempio.


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